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martedì 5 luglio 2016

Brevi annotazioni estive


La direzione del PD e noi italiani\1

Cinque ore di direzione del PD e la noia sale. Non e' la prima volta. La narrazione di Renzi e' pressoche' finita. E l'"esci dal talent" di Cuperlo e' una ventata di aria fresca. Ed e' tutto dire. Cosa manca, cosa stanca? Manca l'Italia. Nei discorsi di ieri c'erano l'Europa, il mondo con il terrorismo internazionale, il sistema economico e il partito, i Dem (come si scrive minuscolo, maiuscolo?). Non c'era ancora una volta l'Italia con la sua cronaca giornaliera: corruzione, femminicidio, disservizi, disoccupazione. Quando il premier afferma che non si deve guardare solo al negativo ha ragione, che occorre promuovere cio' che di buono c'e' e cio' che funziona, non si puo' che essere d'accordo. Ma, se la cronaca ci restituisce un paese sempre piu' violento, inospitale, insicuro, con sempre meno prospettive economiche, allora ci si aspetta che una direzione del PD e, soprattutto il governo, inizi a ragionare sul paese seriamente. Ci si aspetta un programma di medio lungo periodo per affermare a livello europeo e internazionale un'Italia sicura, a vocazione culturale e turistica, possibile luogo di investimenti esteri.
Ci si aspetta che il cuore del dibattito interno di un partito, del partito di governo, sia il futuro del paese, che il primo pensiero del premier sia quello di parlare agli italiani, ci si aspetta che il premier faccia il premier e non il ministro degli esteri.
Ci si aspetta serieta'. Essere seri vuol dire non dire che l'Isis si combatte con la cultura quando noi italiani viviamo chiaramente in un sub-cultura senza appello.

giovedì 28 aprile 2016

Tratto da:  http://www.iconfronti.it/italiani-ancora-sudditi-di-un-dio-minore/

 

Italiani ancora sudditi (di un dio minore) 

di Beatrice Benocci

Il voto per il referendum, con il suo esito già scritto, ha finito per sciogliere quei pensieri aggrovigliati che mi perseguitavano da qualche tempo. Quel senso di fastidio che provavo a ogni ultima esternazione del premier ha preso la giusta dimensione e ha trovato una precisa collocazione. Partiamo dall’inizio. Ogni qualvolta che Renzi riproponeva la narrazione di un’Italia bella, vincente, competitiva e acculturata io mi domandavo, ma a chi parla? Di quale paese parla? Senza togliere i meriti ascrivibili a questa compagine politica, il paese è sicuramente bello, ma non vincente, nemmeno competitivo e forse mediamente acculturato.

lunedì 16 novembre 2015

Da: http://www.iconfronti.it/il-giovanilismo-che-non-salva-il-paese/

Il “giovanilismo” che non salva il paese 

di Beatrice Benocci

Renzi tra rottamazione e promesse tradite
Renzi tra rottamazione e promesse tradite

L’idea che un colpo di spugna si possa cancellare un’intera generazione per dare spazio a scalpitanti trentenni è quanto di peggio possa essere proposto dall’attuale classe politica. Questo tipo di messaggio che ormai sta dilagando un po’ ovunque non crea altro che conflitto sociale prima che generazionale. È opportuno fare un passo indietro. 

mercoledì 18 febbraio 2015




 Da Il Corriere.it:
 http://www.corriere.it/scuola/universita/15_febbraio_18/renzi-ci-sono-universita-serie-serie-b-merito-conta-de67ac7a-b78b-11e4-bef5-103489912308.shtml

Renzi: «Ci sono università di serie A e di serie B, ridicolo negarlo»
Il premier: il merito conta, non possiamo portare tutte le 90 università nella competizione globale

di Redazione Scuola


shadow
«Dobbiamo avere il coraggio di dire che questa storia per cui in Italia non si può affermare che ci siano diverse qualità fra le diverse università è ridicola. Ci sono già università di serie A e di serie B in Italia e rifiutare la logica del merito dentro le università e pensare che tutte siano brave è quanto di più antidemocratico vi possa essere». Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando all’inaugurazione dell’anno accademico al Politecnico di Torino.

lunedì 26 gennaio 2015

Renzi, gli italiani e la delega ipocrita 

di Beatrice Benocci

 Da: IConfronti 26 gennaio 2015

In questi mesi non ho più voluto trattare il tema politico. Il motivo è stato quello di aspettare, comprendere l’azione di governo e vederne gli esiti. Ora, da più parti piovono critiche contro il governo Renzi, molte condivisibili, altre molto pretestuose. Personalmente non sono né soddisfatta, né insoddisfatta. Registro però un dato che trovo più preoccupante del tanto discusso insuccesso di Renzi, tutto ancora da dimostrare. 

sabato 22 febbraio 2014

Da IConfronti: http://www.iconfronti.it/renzi-dalla-brace-alla-padella/ 

Renzi, dalla brace alla padella

di Beatrice Benocci
Matteo-Renzi1
Ci siamo, Renzi è al governo, forse. Nessuno, sia esso renziano o meno, avrebbe voluto questo. Il desiderio era quello di andare a elezioni, vincerle e poi vedere Renzi alla guida del nuovo governo. Ma qualcosa è andato storto. La sensazione è quella di essere stati presi in giro, ma non da Renzi, da chi ha tirato la corda e alla fine ha fatto capire che la legge elettorale – che stiamo tutti aspettando – non sarebbe arrivata. Solito calcolo politico del tira e molla. 

venerdì 23 novembre 2012

Per Matteo Renzi scomoderò anche Kennedy e la sua Nuova Frontiera
Di ritorno dalla Leopolda dove si respirava desiderio di cambiamento e futuro ...

di Beatrice Benocci - pubblicato su IConfronti
www.iconfronti.it 

http://www.iconfronti.it/per-matteo-renzi-scomodero-anche-kennedy-e-la-sua-nuova-frontiera/


Non è ciò che può fare il paese per te, ma ciò che puoi dare tu per questo paese. Questo è il leit-motiv della Leopolda: una chiamata alle armi, un risvegliare le coscienze ad un nuovo impegno civile, ad una nuova stagione politica in cui questa stessa parola torni al suo vero significato, non più vituperata, non più considerata negativa, non più rilegata in buie stanze del potere (a volte molto luminose, molto chiassose e becere).
Questo era sabato la Leopolda, questo è stata l’intera campagna condotta da Matteo Renzi. Non posso non ripensare (ieri ricadeva l’anniversario del suo assassinio) a ciò che disse Kennedy agli americani in occasione del discorso di accettazione della candidatura nel luglio del 1960: Non si tratta di ciò che io intendo offrire al popolo americano, ma di ciò che io intendo chiedergli. Fa ricorso al suo orgoglio e non al suo portafoglio – porta la promessa di più sacrificio al posto di più sicurezza. E dalla sua parte aveva l’età, la forza, soprattutto la consapevolezza di non aver fatto parte di coloro che avevano condotto il mondo nell’abisso della seconda guerra mondiale. Kennedy guardava lontano, ad un futuro possibile, alle nuove tecnologie, alla conquista dello spazio, e per far questo aveva bisogno della pace e del dialogo. Aveva bisogno, soprattutto, di un popolo pronto a rischiare: Sarebbe facile allontanarsi da quella frontiera, guardare alla sicura mediocrità del passato, essere cullati dalle buone intenzioni e dall’alta retorica – e coloro che preferiscono quel corso non dovrebbero sprecare il loro voto per me, indipendentemente dal partito. Ma io credo che i tempi chiedano nuove invenzioni, innovazione, immaginazione, decisione. Io vi sto chiedendo di essere pionieri della Nuova Frontiera.

Le famiglie sono straziate

Le famiglie sono straziate
di ritorno dalla Leopolda/2

E' da settimane, direi mesi, che mio marito ed io continuiamo a dirci che le famiglie sono straziate. Lo sono perchè i servizi (lo stato sociale) non c'è, perché la scuola è nello stato in cui è, perché i soldi non ci sono, perché ogni spesa extra è fonte di muta disperazione. Ma queste cose le sappiamo, le apprendiamo dai giornali. Ciò che non sappiamo, ciò che i politici non sanno, né tantomeno lo sanno i sindacalisti, è che nonostante tutto le famiglie cercano di non venir meno alle proprie responsabilità rispetto ai minori: se serve lo sport i figli fanno sport, se serve logopedia i figli fanno logopedia, se servono cure i figli hanno le cure, se servono i libri (alle superiori) si chiede un mini prestito.

lunedì 19 novembre 2012

Il vento e la palude di Marco Damilano

Consiglio di leggere: 

http://damilano.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/18/il-vento-e-la-palude/

Il vento e la palude
di Marco  Damilano

Valeva la pena stare due giorni alla stazione Leopolda di Firenze con i ragazzi di Matteo Renzi e poi prendere di corsa un treno per correre a Roma agli studios De Paolis sulla Tiburtina per assistere finalmente al primo ciak della creatura montezemoliana in questo sabato 17 novembre. Perché non sono i lanci d’agenzia o i retroscena a rivelare il senso e le potenzialità e i limiti dei due progetti e dei rispettivi leader, ma l’osservazione delle platee, i mondi che mettono in movimento alla vigilia dello scontro elettorale 2013.

domenica 28 ottobre 2012

Grazie a Lucia Annunziata che ha sdoganato Davide Serra

Grazie a Lucia Annunziata che ha sdoganato Davide Serra

La trasmissione di oggi è da vedere e sentire più volte.

http://www.inmezzora.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-342ff0da-d210-4d5a-bf16-41889bdeda11.html

Lettera di Davide Serra a Bersani

Caro Onorevole Bersani,
trovo incredibile che in un Paese con un'evasione fiscale da record, che nessuno dei politici sembra abbia, sinora, voluto veramente combattere, venga definito «bandit» un investitore istituzionle basato a Londra, regolato dall’FSA e dalla SEC e tassato dall’Inland Revenue.

giovedì 18 ottobre 2012

Perché voterò Renzi

Perché voterò Renzi

Voterò Renzi alle primarie, nonostante le articolate e odiose regole imposte dal team Bersani.
Lo voterò arrabbiata perché tra le tante disposizioni del politburo di Bersani vi è anche, sembra, questa regola della firma di una mozione di appoggio al PD. Ma in Italia il voto non è segreto?? Il voto nell'urna è costituzionalmente segreto, quindi a che pro chiedere di firmare una mozione che potrebbe essere benissimo disattesa. E poi gli elenchi, i contro-elenchi etc. etc.
Voterò Renzi perché ha avuto il coraggio di provare. In questo asfittico paese, anche chiedere il diritto alla mensa fa venire l'orticaria alle persone. Sembra di vivere in un paese che reputa disdicevole (parola che segna la mia età!) l'esercizio della cittadinanza. Ogni volta che parli di politica, proponi un'azione, un incontro per discutere di una questione di interesse sociale o ambientale, le persone che ti stanno intorno sembrano divenire sorde, straniere, aliene.
Quindi voto Renzi perché ha avuto coraggio. Il coraggio di usare la parola rottamare, di parlare di asili e collegarlo al lavoro femminile, conti pubblici e di debito pubblico, di futuro, ambiente, turismo. Tutto quello in cui credo.
Soprattutto voterò Renzi, che ho ascoltato a Salerno, in una sala strapiena, senza climatizzazione (!!), senza wi-fi (rotto!!), con alcuni "osservatori", qualche improbabile presenza, in assenza dell'establishment deluchiano, di molti over (moltissimi, quasi il 60% dei presenti superava in cinquant'anni di età), coppie, giovani, famiglie, di destra, di sinistra, ambientalisti.
Lo voterò per aver dato all'incontro un giusto imprinting: "noi non abbiamo bisogno di poltrone, ci sediamo sul parquet". Chiaro richiamo alla signorina che chiedeva di lasciare la prima fila ai sindaci e alle autorità.
Lo voterò soprattutto per aver ricordato (come del resto avrà fatto e farà in ogni suo incontro) di non sprecare questa occasione, un'occasione unica per ognuno di noi di tornare a parlare di politica, fare politica, amare la politica. Direi io, un'occasione unica per noi italiani di esercitare il diritto alla cittadinanza, ormai quasi accantonato in qualche vecchio cassetto.