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domenica 16 dicembre 2012

Privati di un sogno

Privati di un sogno

La vittoria di Bersani alle Primarie ha privato molti di noi di un sogno. Che poi non era un sogno, era la speranza di poter iniziare a vivere in un paese normale, senza compromessini dell'ultima ora, senza Berlusconi e il suo circo, senza l'establishment piddiessino, senza tutto quello che ci rendeva poco cittadini, molto sudditi, molto amari e lontani dalla politica. Siamo stati privati della possibilità di dimostrare a noi stessi di essere un popolo finalmente maturo, in grado di guardare avanti, anche nella decadenza di questi tempi; soprattutto di essere un popolo impegnato nella costruzione di un futuro possibile. Qual'è il futuro che avremmo voluto? Ognuno di noi, forse, aveva un'idea diversa, ma tutti eravamo d'accordo che sarebbe stato un futuro fatto di regole condivise, di priorità vere come la famiglia e il lavoro, come la scuola e la ricerca, l'Università, la piccola e media impresa, l'ambiente e il turismo, l'ecosviluppo. Un'Italia dove sarebbe stato possibile avere figli, tanti, e lavoro, eguali diritti per tutti e vera accoglienza, energie rinnovabili e produttività ... .
Il sogno è finito Bersani e Berlusconi si sono ritrovati (paghi l'uno dell'altro), e subito dopo sono stati defenestrati da qualcuno che guarda avanti, ma non quanto guardavamo noi.

mercoledì 5 dicembre 2012

Il Pd non utilizzi il successo per rafforzare i vecchi apparati

Il Pd non utilizzi il successo per rafforzare i vecchi apparati

da: www.iconfronti.it

di Alfonso Conte
Alcune immagini riguardanti esponenti del Partito Democratico all’indomani del successo di Bersani sembrano rinviare a quella strana sensazione di euforia che prende, nonostante i segni ancora evidenti del disastro, i sopravvissuti ad un cataclisma, ad un naufragio. Scampato il pericolo, resta lo stato di forte eccitazione, sicché capita spesso che la consapevolezza di aver salvato la propria pelle trasformi il panico vissuto qualche ora prima in un’allegria smodata, prevalente finanche sul dolore per i compagni di viaggio scomparsi o per le cose andate distrutte. Renzi torna a fare il sindaco, il Centro-destra appare incapace di uscire dal vicolo cieco in cui si è ficcato, i media riescono a rappresentare il movimento di Grillo come una setta di invasati e il Centro-sinistra raggiunge livelli di consenso mai conosciuti in passato … eppure, di fronte a bottiglie stappate, compiaciuti sorrisi e complici sguardi d’intesa, non sono pochi coloro i quali si chiedono: ma che avranno mai da festeggiare?
In effetti, già un nuovo appuntamento attende gli uomini dell’apparato: la presentazione delle liste dei candidati in vista delle imminenti elezioni politiche. Si tratta di un banco di prova significativo innanzitutto per il segretario del PD e candidato del Centro-sinistra alla Presidenza del Consiglio, costretto a dimostrare da subito di saper operare una sintesi convincente tra coloro i quali hanno contribuito al suo successo alle Primarie, ora in attesa di vedersi assegnare sostanziose ricompense, e quel 40% di elettori del Centro-sinistra, i quali hanno ampiamente manifestato il proprio disappunto verso il partito “vecchio” e potrebbero in gran parte, dopo una contrapposizione logorante soprattutto a livello periferico, decidere di ritirare il sostegno se il partito non dimostrerà di sapersi rinnovare. Inoltre, dopo i costi pagati per colpa dei vari De Gregorio e Scilipoti e con un partito in fermento, le scelte saranno condizionate anche dall’esigenza di mandare in Parlamento persone ligie alle direttive della segreteria centrale; ma, se è evidente che i quadri dell’apparato risultano di gran lunga più affidabili mentre gli esterni meno controllabili, è pur chiaro che tanti elettori del Centro-sinistra troverebbero del tutto inaccettabili candidature indicate in virtù di logiche antiquate (di ex-parlamentari proiettati verso il quinto o il sesto mandato, di dirigenti provinciali da promuovere deputati in virtù di “legittime aspirazioni alla progressione di carriera”, di figli e nipoti cooptati dalla casta, per non dire di pregiudicati e voltagabbana). Ciò sarà ancor più evidente se, come ormai appare molto probabile, la legge elettorale resterà immutata e gli elettori continueranno a non poter esprimere le loro preferenze.
Le Primarie sono ormai concluse, ma l’apparato del PD non può pensare di aver risolto una volta per tutte le questioni all’ordine del giorno grazie al successo conseguito. I risultati hanno ribadito il suo peso, soprattutto al Sud, ma hanno anche svelato la crescita di un voto d’opinione indipendente, liberato da vincoli ideologici ed incline a premiare soggetti diversi in base alle diverse circostanze. Anche per questo, soprattutto al Sud, c’è ancora speranza.

venerdì 23 novembre 2012

Per Matteo Renzi scomoderò anche Kennedy e la sua Nuova Frontiera
Di ritorno dalla Leopolda dove si respirava desiderio di cambiamento e futuro ...

di Beatrice Benocci - pubblicato su IConfronti
www.iconfronti.it 

http://www.iconfronti.it/per-matteo-renzi-scomodero-anche-kennedy-e-la-sua-nuova-frontiera/


Non è ciò che può fare il paese per te, ma ciò che puoi dare tu per questo paese. Questo è il leit-motiv della Leopolda: una chiamata alle armi, un risvegliare le coscienze ad un nuovo impegno civile, ad una nuova stagione politica in cui questa stessa parola torni al suo vero significato, non più vituperata, non più considerata negativa, non più rilegata in buie stanze del potere (a volte molto luminose, molto chiassose e becere).
Questo era sabato la Leopolda, questo è stata l’intera campagna condotta da Matteo Renzi. Non posso non ripensare (ieri ricadeva l’anniversario del suo assassinio) a ciò che disse Kennedy agli americani in occasione del discorso di accettazione della candidatura nel luglio del 1960: Non si tratta di ciò che io intendo offrire al popolo americano, ma di ciò che io intendo chiedergli. Fa ricorso al suo orgoglio e non al suo portafoglio – porta la promessa di più sacrificio al posto di più sicurezza. E dalla sua parte aveva l’età, la forza, soprattutto la consapevolezza di non aver fatto parte di coloro che avevano condotto il mondo nell’abisso della seconda guerra mondiale. Kennedy guardava lontano, ad un futuro possibile, alle nuove tecnologie, alla conquista dello spazio, e per far questo aveva bisogno della pace e del dialogo. Aveva bisogno, soprattutto, di un popolo pronto a rischiare: Sarebbe facile allontanarsi da quella frontiera, guardare alla sicura mediocrità del passato, essere cullati dalle buone intenzioni e dall’alta retorica – e coloro che preferiscono quel corso non dovrebbero sprecare il loro voto per me, indipendentemente dal partito. Ma io credo che i tempi chiedano nuove invenzioni, innovazione, immaginazione, decisione. Io vi sto chiedendo di essere pionieri della Nuova Frontiera.

Le famiglie sono straziate

Le famiglie sono straziate
di ritorno dalla Leopolda/2

E' da settimane, direi mesi, che mio marito ed io continuiamo a dirci che le famiglie sono straziate. Lo sono perchè i servizi (lo stato sociale) non c'è, perché la scuola è nello stato in cui è, perché i soldi non ci sono, perché ogni spesa extra è fonte di muta disperazione. Ma queste cose le sappiamo, le apprendiamo dai giornali. Ciò che non sappiamo, ciò che i politici non sanno, né tantomeno lo sanno i sindacalisti, è che nonostante tutto le famiglie cercano di non venir meno alle proprie responsabilità rispetto ai minori: se serve lo sport i figli fanno sport, se serve logopedia i figli fanno logopedia, se servono cure i figli hanno le cure, se servono i libri (alle superiori) si chiede un mini prestito.

lunedì 19 novembre 2012

Il vento e la palude di Marco Damilano

Consiglio di leggere: 

http://damilano.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/11/18/il-vento-e-la-palude/

Il vento e la palude
di Marco  Damilano

Valeva la pena stare due giorni alla stazione Leopolda di Firenze con i ragazzi di Matteo Renzi e poi prendere di corsa un treno per correre a Roma agli studios De Paolis sulla Tiburtina per assistere finalmente al primo ciak della creatura montezemoliana in questo sabato 17 novembre. Perché non sono i lanci d’agenzia o i retroscena a rivelare il senso e le potenzialità e i limiti dei due progetti e dei rispettivi leader, ma l’osservazione delle platee, i mondi che mettono in movimento alla vigilia dello scontro elettorale 2013.

venerdì 16 novembre 2012

Il gioco delle primarie del PD

Il gioco delle primarie del PD


Fai un passo avanti, fai un passo indietro, fai la giravolta, falla un'altra volta ... e potremmo andare avanti molto. Le primarie, come decise dal PD, sono per i cittadini un percorso a ostacoli che molto si avvicina ai giochi che facevamo da bambini, che in quanto giochi erano divertenti, ma che per un adulto sono una grande perdita di tempo.
Quindi per andare a votare alle primarie bisogna armarsi di tanta pazienza.
Vediamo i passaggi:
a) iscriversi on line per poi comprendere che è alquanto inutile visto che dopo devi comunque recarti presso un comitato!
b) raggiungere il Comitato e sentirsi dire che servono un documento e la tessera elettorale
attenzione!  il cittadino non può andare in un qualsiasi comitato, ma solo in quello del suo seggio elettorale (???)
c) versare due euro e firmare una mozione di sostegno al PD (!!).

Ora, mi domando, perché la tessera elettorale?  E mi rispondo, perché domani il PD o chi per esso, potrà procedere ad un controllo statistico tra coloro che si sono recati con la propria tessera e nel proprio territorio elettorale a votare alle primare e coloro che domani andranno a votare alla elezioni. Ecco.

A causa di tutti questi arzigogolii, che appaiono poco trasparenti e pochissimo democratici, in molti non andranno a votare alle primarie, oppure andranno all'ultimo minuto (memori delle primarie precedenti di per se molto semplici) e si arrabbieranno moltissimo. Occorre ricordarsi costantemente, come un mantra, di avere una grande pazienza in queste primarie e andare a votare.  

giovedì 18 ottobre 2012

Perché voterò Renzi

Perché voterò Renzi

Voterò Renzi alle primarie, nonostante le articolate e odiose regole imposte dal team Bersani.
Lo voterò arrabbiata perché tra le tante disposizioni del politburo di Bersani vi è anche, sembra, questa regola della firma di una mozione di appoggio al PD. Ma in Italia il voto non è segreto?? Il voto nell'urna è costituzionalmente segreto, quindi a che pro chiedere di firmare una mozione che potrebbe essere benissimo disattesa. E poi gli elenchi, i contro-elenchi etc. etc.
Voterò Renzi perché ha avuto il coraggio di provare. In questo asfittico paese, anche chiedere il diritto alla mensa fa venire l'orticaria alle persone. Sembra di vivere in un paese che reputa disdicevole (parola che segna la mia età!) l'esercizio della cittadinanza. Ogni volta che parli di politica, proponi un'azione, un incontro per discutere di una questione di interesse sociale o ambientale, le persone che ti stanno intorno sembrano divenire sorde, straniere, aliene.
Quindi voto Renzi perché ha avuto coraggio. Il coraggio di usare la parola rottamare, di parlare di asili e collegarlo al lavoro femminile, conti pubblici e di debito pubblico, di futuro, ambiente, turismo. Tutto quello in cui credo.
Soprattutto voterò Renzi, che ho ascoltato a Salerno, in una sala strapiena, senza climatizzazione (!!), senza wi-fi (rotto!!), con alcuni "osservatori", qualche improbabile presenza, in assenza dell'establishment deluchiano, di molti over (moltissimi, quasi il 60% dei presenti superava in cinquant'anni di età), coppie, giovani, famiglie, di destra, di sinistra, ambientalisti.
Lo voterò per aver dato all'incontro un giusto imprinting: "noi non abbiamo bisogno di poltrone, ci sediamo sul parquet". Chiaro richiamo alla signorina che chiedeva di lasciare la prima fila ai sindaci e alle autorità.
Lo voterò soprattutto per aver ricordato (come del resto avrà fatto e farà in ogni suo incontro) di non sprecare questa occasione, un'occasione unica per ognuno di noi di tornare a parlare di politica, fare politica, amare la politica. Direi io, un'occasione unica per noi italiani di esercitare il diritto alla cittadinanza, ormai quasi accantonato in qualche vecchio cassetto.