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lunedì 16 novembre 2015

Da: http://www.iconfronti.it/il-giovanilismo-che-non-salva-il-paese/

Il “giovanilismo” che non salva il paese 

di Beatrice Benocci

Renzi tra rottamazione e promesse tradite
Renzi tra rottamazione e promesse tradite

L’idea che un colpo di spugna si possa cancellare un’intera generazione per dare spazio a scalpitanti trentenni è quanto di peggio possa essere proposto dall’attuale classe politica. Questo tipo di messaggio che ormai sta dilagando un po’ ovunque non crea altro che conflitto sociale prima che generazionale. È opportuno fare un passo indietro. 

venerdì 14 marzo 2014

Diseducazione permanente

di Beatrice Benocci

 

 http://www.iconfronti.it/diseducazione-permanente/

Quale dovrebbe essere il compito di una classe politica? Principalmente quella di educare il paese all’esercizio della cittadinanza attiva che non si esaurisce, come sovente sentiamo dire in questi mesi, nel recupero di un senso civico e di una partecipazione alla vita politica del paese, ma si esplica nel mettere in atto gli elementi di scelta, partecipazione, controllo, financo sostituzione della stessa classe politica, quando questa non risponde alle emergenze o alle vocazioni del territorio. Parliamo, quindi, di un cittadino e di una comunità che conoscono i propri doveri e che esercitano i propri diritti.

martedì 14 maggio 2013

Didattica e storia contemporanea - Confronto bipolare tra storia, politica, sociologia e media

http://iconicphotos.files.wordpress.com/2009/05/conrad-schumann.jpg?w=700&h=469&h=469Università degli Studi di Salerno
Dipartimento di Scienze Politiche, sociali e della comunicazione

Corso di perfezionamento e aggiornamento:  

Didattica e storia contemporanea - Confronto bipolare tra storia, politica, sociologia e media
scadenza bando: 10 settembre 2013


Il Corso ha l'obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti di conoscenza e di lettura critica di uno degli aspetti più significativi della storia del '900, quale base di lettura del mondo contemporaneo: il confronto bipolare. Nello specifico il corso conduce attraverso le principali tappe storiche dell'ultimo sessantennio e le utilizza per far comprendere le dinamiche socio-economiche, politiche e culturali del mondo contemporaneo. Attraverso l'utilizzo di strumenti audiovisivi, letterari e telematici, il corsista si immerge nel clima politico-ideologico caratteristico del periodo cosiddetto bipolare, sperimentandone suggestioni ed emozioni. Le competenze in tal modo acquisite consentono di distinguere più agevolmente le diverse tappe evolutive della storia contemporanea italiana e internazionale, con particolare riferimento al secondo dopoguerra. Il Corso è rivolto a laureati, docenti di scuola secondaria di primo grado, docenti di scuola secondaria di secondo grado, professionisti della scuola, studiosi in possesso di un titolo di studio di livello universitario (Diplomi di laurea o titoli equivalenti). Il Corso è organizzato su piattaforma e-learning (FAD).

image:
http://iconicphotos.files.wordpress.com/2009/05/conrad-schumann.jpg?w=700&h=469&h=469

sabato 9 febbraio 2013

Dibattiti 13 / La politica e la cultura: una distanza ormai abissale

Dibattiti 13 / La politica e la cultura: una distanza ormai abissale - IConfronti 

 http://www.iconfronti.it/dibattiti-13-la-politica-e-la-cultura-una-distanza-ormai-abissale/

 di Beatrice Benocci

Libro orologio studiare, leggereChe cos’è la cultura se non conoscenza. Un cittadino che conosce è una risorsa per lo Stato, poiché è in grado di comprendere, scegliere e quindi svolgere quel ruolo sussidiario di cittadinanza attiva che risulta necessario quando la politica perde di vista le priorità fondamentali del vivere comune.
In Italia sembra verificarsi costantemente il contrario. La politica sembra ritenere inesorabilmente i cittadini incapaci di comprendere e quindi di scegliere, così non si attiva per dare loro gli strumenti della conoscenza. Quali sono le priorità del nostro vivere contemporaneo? Le risorse energetiche, la salvaguardia del territorio, inteso come terreno fertile (qui discendono importanti questioni come la lotta alla fame e alla malnutrizione), la lotta ai cambiamenti climatici, l’innovazione, intesa come strumento di aiuto al genere umano e non di ulteriore inquinamento e quindi di danno alla salute pubblica, la tutela del patrimonio ambientale, del patrimonio storico-artistico (se non è questa cultura!), la salvaguardia della salute dei cittadini e quindi la tutela del sistema sanitario nazionale.

E potremmo proseguire. Entrando ora nello specifico italiano e ascoltando i politici in questa campagna elettorale apprendiamo che l’Italia ha bisogno di moralità e lavoro, condono fiscale e condono tombale, riduzione progressiva dell’IMU, reddito di cittadinanza, lotta alla criminalità, riduzione dei compensi dei parlamentari, riforma della giustizia, legge sul conflitto di interesse etc etc. Slogan efficaci ma che non ci dicono di cosa ha bisogno il nostro Paese, non consegnano ai cittadini un progetto di largo respiro, una linea di condotta per il futuro. C’è chi parla, in questa campagna elettorale, della necessità di avere una visione; più che di una visione necessitiamo di un progetto Paese che parta dalle nostre competenze e guardi al modo di inserirci nel sistema economico internazionale.