E' stato, penso per
molti, sconcertante sentire Bersani affermare nel suo discorso post
spoglio elettorale, che il PD non aveva capito sino in fondo
il disagio, la sofferenza e la povertà degli italiani. E allora
riapriamo le case del popolo! Un invito il mio che nasce anche
dall'affermazione, sempre post risultati elettorali, del mio amico
Fabio, che scrive sulla sua pagina fb, "siamo diventati un
partito di pensionati e funzionari pubblici". Che cosa erano le Case del popolo? Erano quei luoghi dove si discuteva di politica, e
non solo. Ho ricordi indelebili di mio padre che andava alla Casa del
popolo, non solo a sentire "che cosa si diceva al partito",
ma anche per chiedere consiglio: alla Casa del popolo si andava a
fare ginnastica, si passava la prima visita dall'ortopedico; le donne
discutevano delle cose da donne (ne ha parlato tante volte Franca
Rame). Era, quindi, un luogo di dibattito e di aiuto. Il popolo della
sinistra ha perso molto in questi decenni: ha perso Berlinguer, una
comprensione del proletariato (chi sono i proletari oggi?), il senso
del confronto, l'incontro con la gente, una visione del futuro e le
Case del popolo. Bersani è figlio di una sinistra ricca, di apparati
privilegiati, lontanissima dal popolo, che manda i propri figli a
studiare all'estero, che si rivolge ai bocconiani per parlare di
lavoro e welfare, che non si confronta (è sotto gli occhi di tutti
ciò che sta avvenendo) con i cittadini e non incontra. Capisco bene tutti coloro che
fanno parte dello zoccolo duro, che attendono da tanto tempo, troppo
tempo, che la sinistra salga al governo; tutti quelli che in questi
anni hanno continuato a votare il PCI, poi DS, ora PD, anche quando
non ne condividevano le scelte e sapevano in cuor loro che non si
sarebbe andati lontano. E allora riapriamole le vecchie e
anacronistiche Case del popolo, forse sarà più semplice ai
dirigenti del PD comprendere in quale stato versa il paese.
giovedì 7 marzo 2013
sabato 9 febbraio 2013
Dibattiti 13 / La politica e la cultura: una distanza ormai abissale
Dibattiti 13 / La politica e la cultura: una distanza ormai abissale - IConfronti
http://www.iconfronti.it/dibattiti-13-la-politica-e-la-cultura-una-distanza-ormai-abissale/
di Beatrice Benocci
In Italia sembra verificarsi costantemente il contrario. La politica sembra ritenere inesorabilmente i cittadini incapaci di comprendere e quindi di scegliere, così non si attiva per dare loro gli strumenti della conoscenza. Quali sono le priorità del nostro vivere contemporaneo? Le risorse energetiche, la salvaguardia del territorio, inteso come terreno fertile (qui discendono importanti questioni come la lotta alla fame e alla malnutrizione), la lotta ai cambiamenti climatici, l’innovazione, intesa come strumento di aiuto al genere umano e non di ulteriore inquinamento e quindi di danno alla salute pubblica, la tutela del patrimonio ambientale, del patrimonio storico-artistico (se non è questa cultura!), la salvaguardia della salute dei cittadini e quindi la tutela del sistema sanitario nazionale.
E potremmo proseguire. Entrando ora nello specifico italiano e ascoltando i politici in questa campagna elettorale apprendiamo che l’Italia ha bisogno di moralità e lavoro, condono fiscale e condono tombale, riduzione progressiva dell’IMU, reddito di cittadinanza, lotta alla criminalità, riduzione dei compensi dei parlamentari, riforma della giustizia, legge sul conflitto di interesse etc etc. Slogan efficaci ma che non ci dicono di cosa ha bisogno il nostro Paese, non consegnano ai cittadini un progetto di largo respiro, una linea di condotta per il futuro. C’è chi parla, in questa campagna elettorale, della necessità di avere una visione; più che di una visione necessitiamo di un progetto Paese che parta dalle nostre competenze e guardi al modo di inserirci nel sistema economico internazionale.
giovedì 7 febbraio 2013
La memoria del Male
La memoria del Malehttp://iunisa.unisa.it/podcast-16-356-6.html?find=.
La Cultura della memoria in Germania
28/01/2013
In Germania si attribuisce un'importanza straordinaria alla cultura
della memoria. Dopo l'esperienza di due guerre mondiali, di due
dittature e della divisione della Germania ciò non deve sorprendere. Che
cosa viene ricordato? Chi ricorda? Come e quando si ricorda? Dove si
ricorda?: sono le domande alle quali questa puntata degli speciali di
Unis@und tenta di dare una risposta. Ma lo fa partendo anche dal
differente approccio alla memoria di italiani e tedeschi. Ospiti della
trasmissione: Manfredo Bertazzoni (autore e scrittore), Susanna Barta
(germanista e docente), Beatrice Benocci (docente presso l'Ateneo
salernitano), Daniele de Luca (docente presso l'Ateneo salentino),
Paolo Paticchio (presidente dell'Associazione Terra del
Fuoco-Mediterranea, che organizza in terra pugliese il "Treno della
memoria"), Miriana Tramontina (profuga dalmata-croata). La conduzione
dell'ultima puntata degli Speciali è affidata a Michaela Sica e
Vincenzo Greco.
venerdì 18 gennaio 2013
Daremo il nostro contributo - Il Manifesto
Ripartiamo dal Medio Oriente. E dalla situazione che si è creata in Mali e in Algeria a causa del radicamento della jihad islamica. Anche l'Iraq sta vivendo momenti difficili, per non parlare della Siria, dove continuano i massacri di civili. L'Italia è chiamata a intervenire.
Propongo l'articolo de Il Manifesto
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9071/
Daremo il nostro contributo
di Carlo Lania
Ufficialmente la nuova avventura italiana in Africa potrebbe cominciare
oggi dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Ue. Ma già ieri
il titolare della Farnesina Terzi e della Difesa Di Paola hanno
rassicurato Hollande garantendo il «supporto logistico» dell'Italia
alla guerra francese in Mali. «Agiremo secondo quanto previsto dalla
risoluzione 2085 del Consiglio di sicurezza dell'Onu», hanno garantito
ieri Terzi e Di Paola.
martedì 18 dicembre 2012
Primavera araba, risorgimento islamico e prove di democrazia
Primavera araba, risorgimento islamico e prove di democrazia
www.iconfronti.it
di Beatrice Benocci
Etichette:
democrazia,
Islam,
primavera araba,
risorgimento
Iscriviti a:
Post (Atom)
