Primavera araba, risorgimento islamico e prove di democrazia
di Beatrice Benocci

Il
17 dicembre del 2010 il tunisino Mohamed Bouazizi si dava fuoco contro
il divieto di poter vendere frutta e verdura al mercato. Il suo gesto di
ribellione infiammava prima il Nord Africa, poi il Medio Oriente.
Alcuni ne avrebbero seguito l’esempio, molti altri avrebbero trasformato
quella protesta nata dalla crisi economica globale in una vera e
propria rivoluzione, in grado di far cadere Mubarak in Egitto, Bel Ali
in Tunisia, Saleh in Yemen, Gheddafi in Libia. Un movimento che ancora
oggi non si è fermato, come dimostrano gli eventi in Siria, e che
produce conseguenze dirette e indirette fino a due anni fa
inimmaginabili, a partire dal recente riconoscimento alla Palestina di
Stato Osservatore alle Nazioni Unite.