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martedì 16 febbraio 2016

“Io non mi arrendo” e le mie mani nel percolato

di Beatrice Benocci

Stanotte non ho dormito. Ho visto la prima puntata di questa fiction abbracciata a mio figlio dodicenne. Tutto vero, tutto drammaticamente vero. Mentre scorrevano le immagini di quel racconto, ho ripercorso la mia personale esperienza di giornalista di inchiesta e membro di una associazione di volontariato nel campo dello smaltimento illecito dei rifiuti. Mi sono tornate in mente le passeggiate tra i rifiuti di discariche abusive, la volontà di riprendere tutto, le corse con l’operatore per non farsi vedere da chi gestiva quei luoghi (discariche, cave, fabbriche) e, soprattutto, lo schifo. Lo schifo e le mucche che pascolavano sui rifiuti. La faccia del contadino che ci guardava con occhi senza occhi.

venerdì 13 febbraio 2015

mattonciniDa: http://ilmiosguardolibero-salerno.blogautore.repubblica.it/2015/02/13/lipocrisia-del-progresso-arretrato/

L'ipocrisia del progresso arretrato

di Marcello Ravveduto

Nel 1997 un gruppo di ragazzi, poco più che ventenni, coniò, per la campagna elettorale comunale a sostegno dell’allora segretario provinciale della Sinistra giovanile, lo slogan “Salerno, città giovane d’Europa”. Un’allegra brigata, nella quale c’era anche il sottoscritto, che con coraggio e abilità riuscì ad eleggere il proprio “concorrente”. Nel 2001 lo stesso gruppo ritenne che sarebbe stato giusto fa continuare a chi scrive l’esperienza in Consiglio comunale per rappresentare la minoranza dei Democratici di Sinistra. In apparenza vi sembrerà un bieco scontro tra correnti, invece era il tentativo di difendere il pluralismo interno ad un partito schiacciato su logiche padronali, divenute irresistibili dopo la costituzione del Pd. 

venerdì 14 marzo 2014

Diseducazione permanente

di Beatrice Benocci

 

 http://www.iconfronti.it/diseducazione-permanente/

Quale dovrebbe essere il compito di una classe politica? Principalmente quella di educare il paese all’esercizio della cittadinanza attiva che non si esaurisce, come sovente sentiamo dire in questi mesi, nel recupero di un senso civico e di una partecipazione alla vita politica del paese, ma si esplica nel mettere in atto gli elementi di scelta, partecipazione, controllo, financo sostituzione della stessa classe politica, quando questa non risponde alle emergenze o alle vocazioni del territorio. Parliamo, quindi, di un cittadino e di una comunità che conoscono i propri doveri e che esercitano i propri diritti.

giovedì 3 maggio 2012

Un giorno di ordinaria follia a Salerno


Arrivo in città tardi - so che è troppo tardi!! - e non trovo posto in zona trincerone, così dopo due inutili giri decido di tornare verso Torrione, ma anche qui macchine in terza fila e persone in attesa che si liberi un posto (si preannuncia per loro un'attesa lunghissima). Torno indietro e decido per il parcheggio di via Vinciprova e finalmente trovo un posto, l'unico ancora libero. sono appena le 9.45. Mi avvio a piedi. ho circa venti minuti di cammino. tutta la città è intasata, file chilometriche di macchine intasano le vie. E così inizio a quantificare: ogni macchina resta ferma in fila almeno cinque/sei minuti, poi è costretta a rallentare sino allo zero per almeno altri 5/7 minuti. In tutto sono almeno dodici/tredici minuti. Quanta benzina, diesel, metano sprecati?! Quanti sostanze nocive, quanti inquinanti, quanto smog. Quindici anni fa si parlava per Salerno di parcheggi di interscambio e ciclabili, di mezzi pubblici elettrici e zone a traffico limitato ... Se riprendessi in mano oggi il vecchio dossier "Atacs servizio disservizio" elaborato da noi storici legambientini forse non troverei grandi cambiamenti. Beh il CSTP (allora ATACS) è nello stato in cui è. Ma il vero problema è sempre la politica, le scelte politiche. Quindici anni fa si diceva (rumor di popolo e anche dei tecnici) l'aria di Salerno non è inquinata grazie al mare e al vento che soffia dalla Valle dell'Irno ... bah! Oggi come oggi servirebbe un tornado quotidiano per ripulire l'aria. Quell'aria in cui passeggiano i cittadini, gli anziani, i bambini, i cani. In quindici anni altro che parcheggi di interscambio, ciclabili e mezzi di trasporto elettrici ... Ora i salernitani dovrebbero, per sfuggire al caos e allo smog che attanaglia questa città - e il caldo crescente porta al ristagno di fumi e polveri e relativo innalzamento di ozono - rifugiarsi tutti sul Lungomare, indicandolo come unica via di camminamento di pedoni e biciclette, lasciando la città alle macchine e coniando un nuovo slogan: Salerno città automobilistica.