Sono per nascita cittadina inglese. E lo sono anche per scelta, infatti condivido molto del sistema di "accesso" tipico del Regno Unito (ahimè completamente sconosciuto in Italia). In realtà, sono profondamente europeista. E quindi oggi sono "in pena". Vorrei che Cameron non avesse mai promesso il referendum agli inglesi, che non avesse riaperto una porta estremamente "critica".
giovedì 23 giugno 2016
giovedì 28 aprile 2016
Tratto da: http://www.iconfronti.it/italiani-ancora-sudditi-di-un-dio-minore/
Italiani ancora sudditi (di un dio minore)
di Beatrice Benocci
Il voto per il referendum, con il suo esito già scritto, ha finito per sciogliere quei pensieri aggrovigliati che mi perseguitavano da qualche tempo. Quel senso di fastidio che provavo a ogni ultima esternazione del premier ha preso la giusta dimensione e ha trovato una precisa collocazione. Partiamo dall’inizio. Ogni qualvolta che Renzi riproponeva la narrazione di un’Italia bella, vincente, competitiva e acculturata io mi domandavo, ma a chi parla? Di quale paese parla? Senza togliere i meriti ascrivibili a questa compagine politica, il paese è sicuramente bello, ma non vincente, nemmeno competitivo e forse mediamente acculturato.martedì 16 febbraio 2016
“Io non mi arrendo” e le mie mani nel percolato
Da IConfronti - febbraio 16, 2016
di Beatrice Benocci
Stanotte non ho dormito. Ho visto la prima puntata di questa fiction
abbracciata a mio figlio dodicenne. Tutto vero, tutto drammaticamente
vero. Mentre scorrevano le immagini di quel racconto, ho ripercorso la
mia personale esperienza di giornalista di inchiesta e membro di una
associazione di volontariato nel campo dello smaltimento illecito dei
rifiuti. Mi sono tornate in mente le passeggiate tra i rifiuti di
discariche abusive, la volontà di riprendere tutto, le corse con
l’operatore per non farsi vedere da chi gestiva quei luoghi (discariche,
cave, fabbriche) e, soprattutto, lo schifo. Lo schifo e le mucche che
pascolavano sui rifiuti. La faccia del contadino che ci guardava con
occhi senza occhi.
venerdì 12 febbraio 2016
Unioni civili e step child adoption
Unioni civili e step child adoption
Io sono per l'assoluta libertà personale. Tornerò a breve su questo tema. Per il momento propongo questo bell'articolo di Gianluca Roselli de Il fatto quotidiano sullo stato dell'arte in Europa in tema di unioni civili e step child adoption.
Unioni civili, matrimoni omosex e
stepchild adoption: ecco la mappa dell’Europa sul tema dei diritti
di Gianluca Roselli, Il Fatto Quotidiano, febbraio 2016
Unioni Civili, matrimoni omosex e
stepchild adoption: ecco la mappa dell'Mentre in Italia le forze
politiche si dividono sulla stepchild adoption, ovvero l’articolo 5
del disegno di legge Cirinnà che prevede l’adozione da parte del
partner del figlio naturale del “coniuge”, in molti Paesi europei
dove vige il matrimonio gay o anche solo le unioni civili è
consentita l’adozione tout court, come avviene per le coppie
eterosessuali. In alcuni casi l’adozione è stata approvata prima
dei matrimoni gay. In altri casi è presente la stepchild adoption.
Ma vediamo la situazione Stato per Stato.
giovedì 26 novembre 2015
http://www.iconfronti.it/la-solitudine-delle-donne/
La solitudine delle donne
Tratto da: www.iconfronti.it
di Beatrice Benocci
Leggo spesso nello sguardo delle donne che incontro quel senso di
smarrimento che le attanaglia nel momento in cui devono chiedere
qualcosa, rivendicare un ruolo e un posto nel mondo. Leggo spesso nello
sguardo delle mie compagne di viaggio lo struggimento dettato dal
doversi dividire tra gli adorati figli e il lavoro anch’esso adorato e
desiderato. Sto parlando di donne che non sono costrette a vendere
l’anima e a distruggersi il fisico per racimolare un pezzo di pane, ma
di donne che hanno un lavoro riconosciuto, a volte ben pagato.
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