venerdì 18 gennaio 2013

Daremo il nostro contributo - Il Manifesto

Ripartiamo dal Medio Oriente. E dalla situazione che si è creata in Mali e in Algeria a causa del radicamento della jihad islamica. Anche l'Iraq sta vivendo momenti difficili, per non parlare della Siria, dove continuano i massacri di civili. L'Italia è chiamata a intervenire.

Propongo l'articolo de Il Manifesto
http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9071/

Daremo il nostro contributo
di Carlo Lania


Ufficialmente la nuova avventura italiana in Africa potrebbe cominciare oggi dopo la riunione dei ministri degli Esteri della Ue. Ma già ieri il titolare della Farnesina Terzi e della Difesa Di Paola hanno rassicurato Hollande garantendo il «supporto logistico» dell'Italia alla guerra francese in Mali. «Agiremo secondo quanto previsto dalla risoluzione 2085 del Consiglio di sicurezza dell'Onu», hanno garantito ieri Terzi e Di Paola.

martedì 18 dicembre 2012

Primavera araba, risorgimento islamico e prove di democrazia

Primavera araba, risorgimento islamico e prove di democrazia

www.iconfronti.it 

 di Beatrice Benocci

Il 17 dicembre del 2010 il tunisino Mohamed Bouazizi si dava fuoco contro il divieto di poter vendere frutta e verdura al mercato. Il suo gesto di ribellione infiammava prima il Nord Africa, poi il Medio Oriente. Alcuni ne avrebbero seguito l’esempio, molti altri avrebbero trasformato quella protesta nata dalla crisi economica globale in una vera e propria rivoluzione, in grado di far cadere Mubarak in Egitto, Bel Ali in Tunisia, Saleh in Yemen, Gheddafi in Libia. Un movimento che ancora oggi non si è fermato, come dimostrano gli eventi in Siria, e che produce conseguenze dirette e indirette fino a due anni fa inimmaginabili, a partire dal recente riconoscimento alla Palestina di Stato Osservatore alle Nazioni Unite.

domenica 16 dicembre 2012

Privati di un sogno

Privati di un sogno

La vittoria di Bersani alle Primarie ha privato molti di noi di un sogno. Che poi non era un sogno, era la speranza di poter iniziare a vivere in un paese normale, senza compromessini dell'ultima ora, senza Berlusconi e il suo circo, senza l'establishment piddiessino, senza tutto quello che ci rendeva poco cittadini, molto sudditi, molto amari e lontani dalla politica. Siamo stati privati della possibilità di dimostrare a noi stessi di essere un popolo finalmente maturo, in grado di guardare avanti, anche nella decadenza di questi tempi; soprattutto di essere un popolo impegnato nella costruzione di un futuro possibile. Qual'è il futuro che avremmo voluto? Ognuno di noi, forse, aveva un'idea diversa, ma tutti eravamo d'accordo che sarebbe stato un futuro fatto di regole condivise, di priorità vere come la famiglia e il lavoro, come la scuola e la ricerca, l'Università, la piccola e media impresa, l'ambiente e il turismo, l'ecosviluppo. Un'Italia dove sarebbe stato possibile avere figli, tanti, e lavoro, eguali diritti per tutti e vera accoglienza, energie rinnovabili e produttività ... .
Il sogno è finito Bersani e Berlusconi si sono ritrovati (paghi l'uno dell'altro), e subito dopo sono stati defenestrati da qualcuno che guarda avanti, ma non quanto guardavamo noi.

Doha e il salvataggio del pianeta

Doha e il salvataggio del pianeta

Sono ormai anni che attendiamo con ansia l'avvio di un cammino internazionale per la salvaguardia del pianeta. In particolare si attende un passo in avanti sul Protocollo di Kyoto ormai giunto a conclusione.  La conferenza di Doha sui cambiamenti climatici, di fatto poco seguita dalla stampa nazionale e internazionale, non ha prodotto risultati eccezionali, ma non ha lasciato l'amaro in bocca.

Qui di seguito il comunicato stampa finale:
http://www.cop18.qa/news/singlestory.aspx?id=297

Dal Blog: ilmondointesta
http://leducazioneambientale.blogspot.it/

Internet e le possibili nuove regole

Non lo sapevamo, presi dai continui problemi nostrani, che in questi giorni ha avuto luogo una conferenza internazionale che avrebbe potuto modificare le nostre libertà su Internet e per questo motivo riporto qui di seguito il link all'articolo di Elmar Burchia pubblicato oggi sul Corriere.it.

"La conferenza mondiale su Internet è stata un fiasco: a vincere è stato Internet"