Germania,
le potenze geoeconomiche
e le relazioni commerciali globali
di Beatrice Benocci, Rivista Marittima, dicembre 2020
All’inizio degli anni Novanta il politologo e saggista Edward Luttwak, nel suo volume The Endangered
American
Dream, annunciava l’inizio di una nuova era, l’era geoeconomica, in cui
gli Stati, liberi dalla minaccia armata, avrebbero potuto perseguire i
loro interessi economici. Le minacce militari e le alleanze erano
diventate, secondo Luttwak, meno importanti man mano che
il commercio internazionale diventava più pacifico, e questo in
conseguenza — possiamo affermare oggi — di una costante liberalizzazione
degli scambi commerciali e di una omogeneizzazione dei sistemi di
produzione e distribuzione. Allo stesso tempo, però, l’autore metteva in
guardia dall’eventualità che proprio il timore di controversie
economiche avrebbe potuto creare nuove condizioni di conflitto in
futuro. L’esistenza di una minaccia esterna, che per Luttwack sarebbe
stata economica o, più precisamente, geoeconomica, avrebbe potuto
compattare nuovamente i popoli e gli Stati (2).

