mercoledì 28 settembre 2016

Il Micro-punto
#riformadellascuola #scuolaarranging

Questa notizia è passata quasi inosservata, tra compleanni vari e ponte sullo stretto. Ci stiamo apprestando a una nuova riforma della scuola elementare e media. Sentiti gli auspici ho avuto la netta sensazione che siamo di fronte al tanto usato home arranging, ovvero prendo un tavolo, lo coloro diversamente, lo dispongo in un altro lato della stanza e voilà il gioco è fatto. Ma la scuola non è un tavolo, né tantomeno una sedia, e se non esiste alla base di questa riforma un'idea chiara, di lungo periodo, non dettata dalle necessità di bilancio, allora non la facciamo questa riforma, lasciamo i nostri figli nell'attuale "non buona scuola", nella speranza che almeno incontrino insegnanti motivati e in grado di motivare (non obbligatoriamente giovani, termine che non è sinonimo di preparazione e passione). 
vedi:   

venerdì 23 settembre 2016

Il Micro-punto 
Fertility Day/Fertility Fake
22 settembre 2016

Di tutta questa storia, di cui parleremo a lungo perché rientra nella miopia classica della classe politica italiana, mi risulta difficile capire perché un avvocato sia stato messo a capo della Comunicazione di un Ministero. Non abbiamo, forse, in Italia bravi comunicatori e bravi giornalisti?

martedì 5 luglio 2016

Brevi annotazioni estive


La direzione del PD e noi italiani\1

Cinque ore di direzione del PD e la noia sale. Non e' la prima volta. La narrazione di Renzi e' pressoche' finita. E l'"esci dal talent" di Cuperlo e' una ventata di aria fresca. Ed e' tutto dire. Cosa manca, cosa stanca? Manca l'Italia. Nei discorsi di ieri c'erano l'Europa, il mondo con il terrorismo internazionale, il sistema economico e il partito, i Dem (come si scrive minuscolo, maiuscolo?). Non c'era ancora una volta l'Italia con la sua cronaca giornaliera: corruzione, femminicidio, disservizi, disoccupazione. Quando il premier afferma che non si deve guardare solo al negativo ha ragione, che occorre promuovere cio' che di buono c'e' e cio' che funziona, non si puo' che essere d'accordo. Ma, se la cronaca ci restituisce un paese sempre piu' violento, inospitale, insicuro, con sempre meno prospettive economiche, allora ci si aspetta che una direzione del PD e, soprattutto il governo, inizi a ragionare sul paese seriamente. Ci si aspetta un programma di medio lungo periodo per affermare a livello europeo e internazionale un'Italia sicura, a vocazione culturale e turistica, possibile luogo di investimenti esteri.
Ci si aspetta che il cuore del dibattito interno di un partito, del partito di governo, sia il futuro del paese, che il primo pensiero del premier sia quello di parlare agli italiani, ci si aspetta che il premier faccia il premier e non il ministro degli esteri.
Ci si aspetta serieta'. Essere seri vuol dire non dire che l'Isis si combatte con la cultura quando noi italiani viviamo chiaramente in un sub-cultura senza appello.

giovedì 23 giugno 2016

 http://www.bbc.com/news/uk-politics-eu-referendum-36602702
BREXIT: l'attesa! 

Sono per nascita cittadina inglese. E lo sono anche per scelta, infatti condivido molto del sistema di "accesso" tipico del Regno Unito (ahimè completamente sconosciuto in Italia). In realtà, sono profondamente europeista. E quindi oggi sono "in pena". Vorrei che Cameron non avesse mai promesso il referendum agli inglesi, che non avesse riaperto una porta estremamente "critica".


giovedì 28 aprile 2016

Tratto da:  http://www.iconfronti.it/italiani-ancora-sudditi-di-un-dio-minore/

 

Italiani ancora sudditi (di un dio minore) 

di Beatrice Benocci

Il voto per il referendum, con il suo esito già scritto, ha finito per sciogliere quei pensieri aggrovigliati che mi perseguitavano da qualche tempo. Quel senso di fastidio che provavo a ogni ultima esternazione del premier ha preso la giusta dimensione e ha trovato una precisa collocazione. Partiamo dall’inizio. Ogni qualvolta che Renzi riproponeva la narrazione di un’Italia bella, vincente, competitiva e acculturata io mi domandavo, ma a chi parla? Di quale paese parla? Senza togliere i meriti ascrivibili a questa compagine politica, il paese è sicuramente bello, ma non vincente, nemmeno competitivo e forse mediamente acculturato.