domenica 8 febbraio 2015

La conferenza di Papa Francesco sul volo che lo riporta a RomaDa IConfronti: http://www.iconfronti.it/il-mondo-oltre-il-pil/

Il mondo oltre il Pil

di Luigi Rossi

La solita rivista specializzata ha riferito che tra i mille super ricchi nel mondo 27 sono italiani, intanto si parla della Grecia, dell’intransigenza dei custodi del rigore monetario e di un paese in ginocchio perché non ha rispettato parametri econometrici. A questo proposito pare che negli Stati Uniti si stia diffondendo l’idea di andare oltre il Pil per calcolare il progresso economico; già venti stati dell’Unione utilizzano misuratori alternativi per fotografare il progresso genuino effettivo (Gpi). Se non si procede in questo senso si rischia di avere una percezione non adeguata delle condizioni di vita; infatti, fermarsi ai dati del Pil non aiuta a far tornare i conti, anzi contribuisce a truccarli, mentre si dimentica che il modo col quale viene monitorata l’attività di un paese influenza tutta la società.

venerdì 6 febbraio 2015

10676350_10204924656268004_2645697625988764317_nhttp://www.iconfronti.it/al-via-la-rassegna-teatrale-frontiere/

Una trilogia di spettacoli firmati da Andrea Manzi e diretti da Pasquale De Cristofaro per indagare oltre le frontiere della povertà morale e materiale del mondo contemporaneo.
Venerdì 6 Febbraio alle 21:00 l’appuntamento inaugurale con l’anteprima nazionale di Mediterraneo, lo spettacolo sul dramma delle morti in mare dei migranti nei viaggi della speranza

giovedì 5 febbraio 2015


"
La memoria non va in vacanza"
Dalle leggi razziali agli scioperi sindacali del 1943: secondo appuntamento il 10 febbraio ore 10.30 - Centro Sociale di Mercato San Severino
http://memorianonvainvacanza.blogspot.it/p/news.html
Di tutti questi eventi xi parlerà nel secondo appuntamento del Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza” che si terrà presso il Centro Sociale di Mercato San Severino il prossimo 10 febbraio a partire dalle ore 10.30. Dalle leggi razziali agli scioperi sindacali del 1943 è il tema sul quale interverranno Francesco Soverina, storico e scrittore, Alfonso Conte, docente Università degli Studi di Salerno, Sandro Temin, membro Comunità Ebraica di Napoli, e in collegamento Skype, Anna Skall, figlia di internato a Campagna. A moderare il talk show sarà Beatrice Benocci, giornalista e docente universitaria. All'incontro parteciperanno gli studenti delle scuole superiori impegnate nel Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza”.

lunedì 26 gennaio 2015

Renzi, gli italiani e la delega ipocrita 

di Beatrice Benocci

 Da: IConfronti 26 gennaio 2015

In questi mesi non ho più voluto trattare il tema politico. Il motivo è stato quello di aspettare, comprendere l’azione di governo e vederne gli esiti. Ora, da più parti piovono critiche contro il governo Renzi, molte condivisibili, altre molto pretestuose. Personalmente non sono né soddisfatta, né insoddisfatta. Registro però un dato che trovo più preoccupante del tanto discusso insuccesso di Renzi, tutto ancora da dimostrare. 

lunedì 15 dicembre 2014

Da IConfronti e Cronache del Salernitano del 18 dicembre 2014

Un paese nella melassa
di Beatrice Benocci

Siamo talmente immersi nel marciume italiano – una sorta di melassa in cui affoghiamo costantemente – da non avere il tempo di accorgerci che il mondo cambia, progredisce, a volte regredisce. In questi giorni due sono stati gli appuntamenti di grande rilievo, il primo la conferenza di Lima sui cambiamenti climatici, ponte verso l'auspicabile accordo di Parigi del 2015 chiamato a sostituire il Protocollo di Kyoto; il secondo la consegna del Nobel a Malala Yousafzai che, dall'alto dei suoi sedici anni, ha lanciato l'ennesima sfida ai fondamentalisti islamici. Ebbene questi due eventi sono rimasti sullo sfondo di un'Italietta che si scopre ancora una volta merce, nemmeno poi tanto pregiata, di politici corrotti, collusi, mafiosi. Mentre l'Europa si interroga sul suo futuro economico e politico (rimarrà ancora ed esclusivamente una potenza civile?), noi scopriamo di essere rimasti ancorati nelle pratiche quotidiane di gestione del potere a metodi ormai anacronistici, ma ben piantati nel nostro patrimonio culturale.
Ci meravigliamo poi della fuga di cervelli, o semplicemente dei giovani che scelgono altre mete. Ma come non lasciarsi affascinare da inviti a emigrare australiani o tedeschi o inglesi, lanciati via twitter o in generale sui social. Questi paesi non offrono solo lavoro, offrono un'opportunità di vita completamente diversa da quella italiana. Il punto è proprio questo, non si tratta solo ed esclusivamente di lavoro, il punto è la qualità della vita, la qualità dell'esistenza di un individuo che non può essere ancora oggi determinata dal "a chi appartieni" o dalla ventura o sventura di essere nato in un determinato paese, regione o città italiana. E' pesante continuare a vivere in un paese che costringe i suoi cittadini a perpetuare nel tempo pratiche clientelari o servili. Occorre, e lo diciamo da tempo, una svolta, un cambiamento che non può che essere culturale; ma ancora una volta ci troviamo di fronte a un limite: il nostro paese non investe in cultura, non crede nell'istruzione, non aiuta, attraverso la consapevolezza che viene dalla conoscenza, chi dovrebbe essere aiutato a uscire da schemi di potere malavitoso. Cito Malala. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo, ma in Italia ci dobbiamo preoccupare di comprendere in primis da chi arrivano la penna e il libro.