domenica 8 febbraio 2015
venerdì 6 febbraio 2015
Una trilogia di spettacoli firmati da Andrea Manzi e diretti da Pasquale De Cristofaro per indagare oltre le frontiere della povertà morale e materiale del mondo contemporaneo.
Venerdì 6 Febbraio alle 21:00 l’appuntamento inaugurale con l’anteprima nazionale di Mediterraneo, lo spettacolo sul dramma delle morti in mare dei migranti nei viaggi della speranzagiovedì 5 febbraio 2015
Dalle
leggi razziali agli scioperi sindacali del 1943: secondo appuntamento
il 10 febbraio ore 10.30 - Centro Sociale di Mercato San Severino
http:// memorianonvainvacanza.blogs pot.it/p/news.html
Di tutti questi eventi xi parlerà nel secondo appuntamento del Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza” che si terrà presso il Centro Sociale di Mercato San Severino il prossimo 10 febbraio a partire dalle ore 10.30. Dalle leggi razziali agli scioperi sindacali del 1943 è il tema sul quale interverranno Francesco Soverina, storico e scrittore, Alfonso Conte, docente Università degli Studi di Salerno, Sandro Temin, membro Comunità Ebraica di Napoli, e in collegamento Skype, Anna Skall, figlia di internato a Campagna. A moderare il talk show sarà Beatrice Benocci, giornalista e docente universitaria. All'incontro parteciperanno gli studenti delle scuole superiori impegnate nel Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza”.
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Di tutti questi eventi xi parlerà nel secondo appuntamento del Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza” che si terrà presso il Centro Sociale di Mercato San Severino il prossimo 10 febbraio a partire dalle ore 10.30. Dalle leggi razziali agli scioperi sindacali del 1943 è il tema sul quale interverranno Francesco Soverina, storico e scrittore, Alfonso Conte, docente Università degli Studi di Salerno, Sandro Temin, membro Comunità Ebraica di Napoli, e in collegamento Skype, Anna Skall, figlia di internato a Campagna. A moderare il talk show sarà Beatrice Benocci, giornalista e docente universitaria. All'incontro parteciperanno gli studenti delle scuole superiori impegnate nel Progetto “1943-2015: la memoria non va in vacanza”.
lunedì 26 gennaio 2015
Renzi, gli italiani e la delega ipocrita
di Beatrice Benocci
Da: IConfronti 26 gennaio 2015
In questi mesi non ho più voluto trattare il tema politico. Il motivo è stato quello di aspettare, comprendere l’azione di governo e vederne gli esiti. Ora, da più parti piovono critiche contro il governo Renzi, molte condivisibili, altre molto pretestuose. Personalmente non sono né soddisfatta, né insoddisfatta. Registro però un dato che trovo più preoccupante del tanto discusso insuccesso di Renzi, tutto ancora da dimostrare.
lunedì 15 dicembre 2014
Da IConfronti e Cronache del Salernitano del 18 dicembre 2014
Un paese nella melassa
Un paese nella melassa
di Beatrice Benocci
Siamo talmente immersi
nel marciume italiano – una sorta di melassa in cui affoghiamo
costantemente – da non avere il tempo di accorgerci che il mondo
cambia, progredisce, a volte regredisce. In questi giorni due sono
stati gli appuntamenti di grande rilievo, il primo la conferenza di
Lima sui cambiamenti climatici, ponte verso l'auspicabile accordo di
Parigi del 2015 chiamato a sostituire il Protocollo di Kyoto; il
secondo la consegna del Nobel a Malala Yousafzai che, dall'alto dei
suoi sedici anni, ha lanciato l'ennesima sfida ai fondamentalisti
islamici. Ebbene questi due eventi sono rimasti sullo sfondo di
un'Italietta che si scopre ancora una volta merce, nemmeno poi tanto
pregiata, di politici corrotti, collusi, mafiosi. Mentre l'Europa si
interroga sul suo futuro economico e politico (rimarrà ancora ed
esclusivamente una potenza civile?), noi scopriamo di essere rimasti
ancorati nelle pratiche quotidiane di gestione del potere a metodi
ormai anacronistici, ma ben piantati nel nostro patrimonio culturale.
Ci meravigliamo poi della
fuga di cervelli, o semplicemente dei giovani che scelgono altre
mete. Ma come non lasciarsi affascinare da inviti a emigrare
australiani o tedeschi o inglesi, lanciati via twitter o in generale
sui social. Questi paesi non offrono solo lavoro, offrono
un'opportunità di vita completamente diversa da quella italiana. Il
punto è proprio questo, non si tratta solo ed esclusivamente di
lavoro, il punto è la qualità della vita, la qualità
dell'esistenza di un individuo che non può essere ancora oggi
determinata dal "a chi appartieni" o dalla ventura o
sventura di essere nato in un determinato paese, regione o città
italiana. E' pesante continuare a vivere in un paese che costringe i
suoi cittadini a perpetuare nel tempo pratiche clientelari o servili.
Occorre, e lo diciamo da tempo, una svolta, un cambiamento che non
può che essere culturale; ma ancora una volta ci troviamo di fronte
a un limite: il nostro paese non investe in cultura, non crede
nell'istruzione, non aiuta, attraverso la consapevolezza che viene
dalla conoscenza, chi dovrebbe essere aiutato a uscire da schemi di
potere malavitoso. Cito Malala. Un
bambino, un insegnante, un libro e una
penna possono cambiare il mondo, ma in Italia ci dobbiamo
preoccupare di comprendere in primis da chi arrivano la penna
e il libro.
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