venerdì 4 maggio 2012

Medicinali omeopatici, dimostrata la riproducibilità in laboratorio

RICERCA
di Paolo Bellavite
dal notiziario Omeopatia33
Dopo la pubblicazione su "Psychopharmacology", un nuovo studio riassume tutte le prove fatte e le rivaluta con nuovi test statistici. È stato pubblicato da "Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine", l'articolo dal titolo "Testing homeopathy in mouse emotional response models: Pooled data analysis of two series of studies" a firma di ricercatori dell'Università di Verona. Un primo lavoro, pubblicato dalla rivista "Psychopharmacology", aveva mostrato un effetto positivo del medicinale omeopatico Gelsemium sempervirens nel modulare i comportamenti e le risposte emozionali nei topi di laboratorio. I risultati erano però stati "contestati" da alcuni ricercatori di un noto istituto di ricerche Farmacologiche per una presunta mancanza di riproducibilità. Prendendo spunto da tali obiezioni, questo nuovo studio riassume tutte le prove fatte e le rivaluta con nuovi test statistici, confermando l'efficacia del medicinale e la riproducibilità dell'effetto in due diverse serie di ricerche, fatte nel corso di quattro anni (un totale di 14 esperimenti, ciascuno dei quali ha richiesto circa un mese di lavoro).
Lo studio realizzato conferma che vi è un'azione farmacologica sia quando la concentrazione teorica di gelsemina (principio attivo) è alla diluizione/dinamizzazione 9CH (nona centesimale, diluizione di un fattore 10 seguito da 17 zeri), sia quando è alla diluizione/dinamizzazione 30CH, laddove - tenendo conto delle conoscenze tradizionali - non dovrebbe più esserci presenza di "molecole" di gelsemina. Le proprietà delle alte diluizioni - che gli studi del gruppo veronese e di altri centri a livello internazionale (inclusi i laboratori del premio Nobel Luc Montagnier) hanno confermato e consolidato indicano che non può trattarsi di un mero effetto "placebo". I vari tentativi di screditare questo tipo di farmacologia - espressi ripetutamente e ossessivamente con lettere ai giornali e blog - si infrangono di fronte alle semplici evidenze.

giovedì 3 maggio 2012

Un giorno di ordinaria follia a Salerno


Arrivo in città tardi - so che è troppo tardi!! - e non trovo posto in zona trincerone, così dopo due inutili giri decido di tornare verso Torrione, ma anche qui macchine in terza fila e persone in attesa che si liberi un posto (si preannuncia per loro un'attesa lunghissima). Torno indietro e decido per il parcheggio di via Vinciprova e finalmente trovo un posto, l'unico ancora libero. sono appena le 9.45. Mi avvio a piedi. ho circa venti minuti di cammino. tutta la città è intasata, file chilometriche di macchine intasano le vie. E così inizio a quantificare: ogni macchina resta ferma in fila almeno cinque/sei minuti, poi è costretta a rallentare sino allo zero per almeno altri 5/7 minuti. In tutto sono almeno dodici/tredici minuti. Quanta benzina, diesel, metano sprecati?! Quanti sostanze nocive, quanti inquinanti, quanto smog. Quindici anni fa si parlava per Salerno di parcheggi di interscambio e ciclabili, di mezzi pubblici elettrici e zone a traffico limitato ... Se riprendessi in mano oggi il vecchio dossier "Atacs servizio disservizio" elaborato da noi storici legambientini forse non troverei grandi cambiamenti. Beh il CSTP (allora ATACS) è nello stato in cui è. Ma il vero problema è sempre la politica, le scelte politiche. Quindici anni fa si diceva (rumor di popolo e anche dei tecnici) l'aria di Salerno non è inquinata grazie al mare e al vento che soffia dalla Valle dell'Irno ... bah! Oggi come oggi servirebbe un tornado quotidiano per ripulire l'aria. Quell'aria in cui passeggiano i cittadini, gli anziani, i bambini, i cani. In quindici anni altro che parcheggi di interscambio, ciclabili e mezzi di trasporto elettrici ... Ora i salernitani dovrebbero, per sfuggire al caos e allo smog che attanaglia questa città - e il caldo crescente porta al ristagno di fumi e polveri e relativo innalzamento di ozono - rifugiarsi tutti sul Lungomare, indicandolo come unica via di camminamento di pedoni e biciclette, lasciando la città alle macchine e coniando un nuovo slogan: Salerno città automobilistica.

sabato 28 aprile 2012

Un appello: sedie per la Biblioteca Nazionale di Firenze

Posto qui di seguito l'appello per una colletta per il restauro delle sedie della Biblioteca Nazionale di Firenze (meglio far da soli che aspettare ...):

Firenze 27 aprile 2012
Oggetto: Sedie Sale Manoscritti e Consultazione della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Cari amici e colleghi, lettori e utenti della BNCF,
Alcuni di noi circa un mese fa, ormai disgustati dalla situazione indecente delle sedie delle Sale consultazione e manoscritti della BNCF, hanno avuto l’idea, d’accordo con la direzione della BNCF, di cominciare ad organizzare una colletta per il restauro delle 95 sedie.

martedì 24 aprile 2012

Siria: di padre in figlio

Pochi giorni fa rileggendo il libro di Massimo Campanini, Storia del Medio Oriente, ho ritrovato alcune interessanti pagine su Assad padre.
Nel 1982, per contrastare la minaccia islamista, di cui i Fratelli Musulmani erano i più importanti fautori, Hàfez al-Asad (Assad), il padre di Bashar Assad l'attuale presidente siriano, utilizzò l'esercito. Furono portati a termine veri e propri massacri, in particolare nella città di Hama. Ufficialmente vi persero la vita diecimila persone, ufficiosamente si parla di ventimila morti. 

Propongo questo intervento di David Bidussa sulla sentenza che assolve definitivamente i responsabili della strage di Piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974).

Intervento pubblicato da Linkiesta. http://www.linkiesta.it/blogs/storia/stragi#ixzz1slhNa5kW
David Bidussa - Storia Minima Blog

È possibile scrivere la storia dell’Italia delle stragi degli anni Settanta?

In seguito alla sentenza che assolve definitivamente i responsabili della strage di Piazza Della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 il direttore di questo giornale ha sottolineato come sia ormai da archiviare definitivamente la possibilità che in un’aula di tribunale in Italia si possa giungere a una sentenza che condanni i responsabili delle grandi stragi terroristiche degli anni di piombo, auspicando che sia la ricostruzione storica forse l’unica sede in cui si possa almeno scrivere – e per qualcuno leggere – come le vicende andarono per davvero e soprattutto chi ne fu il responsabile.