di Beatrice Benocci - Tratto da Focus Primavera araba, UNISA
Dopo un lungo silenzio torno al focus. Il silenzio è
dovuto alle tante questioni europee e nazionali che finiscono per
interrompere il flusso di notizie e pensieri inerenti la Primavera
araba.
La prima riflessione è, quindi, generale. Alla fine
del 2010, quando irruppero i primi moti, le prime contestazioni, ci
fu chi parlò di un risorgimento nordafricano e arabo; ci si
attendeva un processo rapido e risoluto. Ma chiaramente come abbiamo
potuto vedere nel corso di questi lunghi mesi il processo appare
lungo, a volte lento (del resto anche il nostro Risorgimento non ha
avuto tempi brevi). Ciò ha fatto dire a molti osservatori che nulla
sarebbe cambiato. In realtà ciò che prevale in questa ampia regione
(e ricordo le parole di Oliver Roy: “la rottura con il mondo
arabo degli ultimi 60 anni è definitiva”) è la risoluta
determinazione di questi popoli, o di una parte di essi, a proseguire
lungo la strada del difficile cambiamento in senso democratico;
ovvero non si torna indietro e nulla sarà come prima.
