Visualizzazione post con etichetta paola caridi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paola caridi. Mostra tutti i post

venerdì 20 febbraio 2015

Da Paola Caridi una segnalazione: 
http://www.glistatigenerali.com/nord-africa_questione-islamica_terrorismo/anche-il-falso-va-in-prima-serata/

Anche il falso va in prima serata

di Francesco Lozzi

In queste settimane abbiamo spesso sentito parlare delle primavere arabe e soprattutto dei vari problemi scaturiti e aggravati dalla loro evoluzione, guerra e immigrazione incontrollata in primis. Negli ultimi giorni l’attenzione si è focalizzata sulla situazione della Libia, aggravata dalla presenza dei militanti dell’ISIS in alcune città del paese.

sabato 29 novembre 2014

Consiglio il bel sito di Paola Caridi da cui è tratto l'articolo che posto oggi:
http://invisiblearabs.com/?tag=arabi-invisibili

La città in guerra (19/11/2014)

Il nostro occhio di spettatori distratti si è infine posato su Gerusalemme, la città dolente. L’occhio della gente che guarda i Tg, ascolta la radio, legge i giornali si è posato su Gerusalemme, la città senza pace. Il sangue ha toccato un luogo santo, una sinagoga, nel momento della preghiera, intimo e debole di fronte al cospetto del Dio. E la mano dell’uomo ha ucciso civili inermi. Tra gli ebrei di Gerusalemme, i più legati alla fede e a una lettura ortodossa del proprio essere religiosi. Due giovani palestinesi sono entrati, e hanno ucciso, armati di asce e coltelli. La mano violenta ha toccato un luogo della fede ebraica, in una deriva che è cominciata da tempo, da settimane e mesi, e che ha toccato – con violenza – i luoghi della fede musulmana. L’ultima moschea profanata, non lontano da Gerusalemme, è quella del villaggio palestinese di al Mughayyir, data alle fiamme poco prima che arrivassero i fedeli per la preghiera dell’alba.

martedì 22 ottobre 2013

Propongo un interessante articolo di Paola Caridi sulla Siria:
http://invisiblearabs.com/

CONTRO LA GUERRA DEL LEVANTE

Confesso che non avrei mai creduto di dover scrivere questo commento perché pressata dai miei lettori e da chi, in questi ultimi giorni, mi ha accusata di nicchiare sull’argomento “Siria” perché, in fondo, non sono contro il regime di Bashar el Assad.