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sabato 29 novembre 2014

Consiglio il bel sito di Paola Caridi da cui è tratto l'articolo che posto oggi:
http://invisiblearabs.com/?tag=arabi-invisibili

La città in guerra (19/11/2014)

Il nostro occhio di spettatori distratti si è infine posato su Gerusalemme, la città dolente. L’occhio della gente che guarda i Tg, ascolta la radio, legge i giornali si è posato su Gerusalemme, la città senza pace. Il sangue ha toccato un luogo santo, una sinagoga, nel momento della preghiera, intimo e debole di fronte al cospetto del Dio. E la mano dell’uomo ha ucciso civili inermi. Tra gli ebrei di Gerusalemme, i più legati alla fede e a una lettura ortodossa del proprio essere religiosi. Due giovani palestinesi sono entrati, e hanno ucciso, armati di asce e coltelli. La mano violenta ha toccato un luogo della fede ebraica, in una deriva che è cominciata da tempo, da settimane e mesi, e che ha toccato – con violenza – i luoghi della fede musulmana. L’ultima moschea profanata, non lontano da Gerusalemme, è quella del villaggio palestinese di al Mughayyir, data alle fiamme poco prima che arrivassero i fedeli per la preghiera dell’alba.