Consiglio il bel sito di Paola Caridi da cui è tratto l'articolo che posto oggi:
http://invisiblearabs.com/?tag=arabi-invisibili
Il nostro occhio di spettatori distratti si è infine posato su
Gerusalemme, la città dolente. L’occhio della gente che guarda i Tg,
ascolta la radio, legge i giornali si è posato su Gerusalemme, la città
senza pace. Il sangue ha toccato un luogo santo, una sinagoga, nel
momento della preghiera, intimo e debole di fronte al cospetto del Dio. E
la mano dell’uomo ha ucciso civili inermi. Tra gli ebrei di
Gerusalemme, i più legati alla fede e a una lettura ortodossa del
proprio essere religiosi. Due giovani palestinesi sono entrati, e hanno
ucciso, armati di asce e coltelli. La mano violenta ha toccato un luogo
della fede ebraica, in una deriva che è cominciata da tempo, da
settimane e mesi, e che ha toccato – con violenza – i luoghi della fede
musulmana. L’ultima moschea profanata, non lontano da Gerusalemme, è
quella del villaggio palestinese di al Mughayyir, data alle fiamme poco
prima che arrivassero i fedeli per la preghiera dell’alba.