Visualizzazione post con etichetta Ius soli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ius soli. Mostra tutti i post

venerdì 15 settembre 2017

Ius soli: quando noi eravamo emigranti e stranieri

Ius soli: quando noi eravamo emigranti e stranieri 
di Beatrice Benocci

Poche parole su un argomento che mi tocca da vicino. Poche parole perché trovo assurdo che un paese di emigranti di lungo corso come il nostro possa ancora interrogarsi e fare bagarre su una questione come quella dello Ius soli.
Ancora negli anni Sessanta gli italiani erano un popolo di emigranti. Tra questi c'erano anche i miei genitori che scelsero il Regno Unito. All'epoca Londra era la patria dei Beatles, ma anche della discriminazione. Certo gli italiani non erano ben visti, come del resto tutti gli "strangers" che popolavano le vie della città. Non eravamo né meglio, né peggio di altri. Eravamo non inglesi e da tali venivamo trattati. Ma chi nasceva su suolo inglese era inglese. Io sono inglese. 
E allora dove sta il problema? Di cosa abbiamo paura? Perchè il nostro paese non restituisce mai in termini di diritti e doveri ciò di cui ha goduto nel corso del tempo?
Oggi Gentiloni rassicura sull'impegno del governo in merito allo Ius soli. Penso che dovremmo sempre ripartire dall'educazione degli italiani. Poca memoria, poca riconoscenza, poca capacità competitiva. Tutto questo ci rende già perdenti di fronte alla storia che, come ricordò un famoso leader sovietico al suo omonimo tedesco-orientale, non aspetta.

martedì 30 aprile 2013

Ius soli e Movimento 5 Stelle

Ius soli e il Movimento 5 Stelle

Ho appena finito di leggere l'intervista rilasciata dalla Cittadina Lombardi del Movimento 5 Stelle al corriere.it (Dialogo su 10 temi - Dai costi della politica all'anticorruzione) da cui apprendo che il Movimento è favorevole a concedere la cittadinanza agli stranieri nati in Italia "purché questo avvenga in una cornice di legalità. Se il bambino è integrato e respira la cultura del Paese". Un'affermazione questa che non vuol dire nulla. Che sa tanto di non voglia di integrazione. Che sottintende una certa paura dello straniero, una difesa di un qualcosa che non sappiamo neanche spiegare, di una italianità di antico retaggio. Bene chi nasce sul territorio di Stati Uniti, Argentina, Brasile e Canada è a tutti gli effetti riconosciuto cittadino di questi paesi, in Gran Bretagna lo ius soli esiste da sempre (dopo il 1983 con qualche modificazione). In questi paesi a nessuno viene in mente di far passare i neonati preventivamente da un processo di integrazione prima di conceder loro la cittadinanza. Altri sono i problemi di integrazione e convivenza civile. Il passo da fare anche in Italia è semplice, concedere a chi nasce su suolo italiano la cittadinanza italiana.